Settembre è il mese in cui la pelle restituisce il conto dell'estate. L'abbronzatura si attenua in modo irregolare e, dove prima il colorito sembrava uniforme, compaiono zone più scure: sugli zigomi, sulla fronte, sopra il labbro superiore, sul dorso delle mani. Non sono macchie nate in queste settimane. Si sono formate durante l'esposizione e diventano visibili soltanto ora, quando il resto della pelle torna al suo tono naturale.
Capire perché accade è il primo passo per intervenire nel modo corretto, e soprattutto per non peggiorare la situazione con gesti sbagliati.
Perché le macchie si vedono proprio a settembre
L'abbronzatura è una risposta di difesa. Quando i raggi ultravioletti raggiungono la pelle, i melanociti, le cellule che si trovano nello strato più profondo dell'epidermide, aumentano la produzione di melanina e la cedono alle cellule circostanti. La melanina assorbe una parte della radiazione e protegge il nucleo delle cellule.
In condizioni ideali questo pigmento si distribuisce in modo omogeneo. Con l'esposizione ripetuta, e con gli anni, alcuni melanociti diventano però più reattivi di altri e producono melanina in eccesso in aree circoscritte. Finché la pelle è abbronzata la differenza si nota poco. Quando l'abbronzatura si riassorbe, quelle aree restano più scure del tessuto intorno.
C'è poi un secondo fenomeno, meno noto. Durante l'estate lo strato corneo, la parte più superficiale dell'epidermide, tende a ispessirsi per proteggersi da sole, salsedine e vento. È una forma lieve di ipercheratosi stagionale: la pelle appare più opaca, ruvida al tatto, e trattiene in superficie cellule cariche di pigmento che non si sono ancora staccate. Il risultato è un colorito spento e disomogeneo, su cui le macchie risaltano ancora di più.
Non tutte le macchie sono uguali
Parlare di "macchie scure" in modo generico non aiuta. Le iperpigmentazioni che si osservano dopo l'estate hanno origini diverse, e rispondono in modo diverso ai trattamenti.
- Lentigo solari. Macchie piatte, di colore bruno chiaro o scuro, con bordi netti. Compaiono nelle zone più esposte negli anni, come viso, mani, décolleté e spalle. Sono il segno cumulativo dell'esposizione e tendono ad aumentare dopo i quarant'anni.
- Melasma. Chiazze più ampie e sfumate, spesso simmetriche, su zigomi, fronte e labbro superiore. Sono più frequenti nelle donne e sono legate anche a fattori ormonali, come gravidanza o contraccettivi. Il sole e la luce visibile le rendono più evidenti, e tendono a ripresentarsi ogni estate.
- Iperpigmentazione post-infiammatoria. È il segno lasciato da un'infiammazione della pelle: un'imperfezione, un'irritazione, una piccola ferita. L'estate la accentua, perché la pelle infiammata esposta al sole produce più pigmento del normale.
- Efelidi. Le lentiggini propriamente dette. Hanno una base genetica, si intensificano con il sole e si schiariscono in inverno. Non sono un inestetismo da correggere, ma un tratto della pelle.
Quando è necessario il parere del dermatologo
Una macchia che compare all'improvviso, che cambia forma, colore o dimensione, che ha bordi irregolari o che sanguina non va trattata con un cosmetico: va mostrata a un dermatologo. Lo stesso vale per i nei. Il controllo annuale della pelle, meglio se proprio dopo l'estate, resta il gesto di prevenzione più importante di tutti. Un trattamento cosmetico può migliorare l'aspetto di una discromia benigna, ma non sostituisce mai una diagnosi.
I tempi della pelle
La melanina in eccesso si trova nelle cellule dell'epidermide, che si rinnova dal basso verso l'alto: le cellule nascono nello strato profondo, migrano verso la superficie e si staccano. In una pelle adulta questo ciclo richiede circa quattro settimane, e con l'età diventa più lento.
Significa che nessun trattamento può cancellare una macchia in pochi giorni. Il pigmento deve essere portato in superficie ed eliminato insieme alle cellule che lo contengono, mentre la produzione di nuova melanina va tenuta sotto controllo. Nella pratica, i primi cambiamenti visibili richiedono in genere da otto a dodici settimane di applicazione costante. Chi cambia prodotto ogni due settimane, alla ricerca di un effetto immediato, interrompe proprio il processo che sta cercando.
La cura d'autunno, gesto per gesto
Per le discromie di fine estate servono quattro gesti, ognuno con una funzione precisa. Saltarne uno riduce l'efficacia degli altri.
1. Una detersione che non infiammi
L'errore più comune è strofinare. Detergenti aggressivi, spugne ruvide e acqua troppo calda irritano la pelle, e una pelle irritata produce più pigmento: è lo stesso meccanismo dell'iperpigmentazione post-infiammatoria. Meglio una detersione delicata, che rimuova impurità e residui senza alterare il film idrolipidico, come il Latte Detergente con Aloe Vera. Dopo la detersione, qualche nebulizzazione di Acqua Termale di Nitrodi Spray restituisce comfort alla pelle e la prepara al trattamento successivo.
2. Un rinnovamento superficiale graduale
Per alleggerire lo strato corneo ispessito durante l'estate serve un'azione esfoliante, ma dosata. Gli acidi di origine naturale, come l'acido lattico, allentano i legami tra le cellule superficiali e ne favoriscono il distacco senza sfregamento. È un'azione più rispettosa di un esfoliante granulare usato con energia, soprattutto sul viso e sulle zone già pigmentate.
3. Un attivo uniformante, ogni giorno
È il cuore del trattamento. La Crema Schiarente Macchie Brune Shanxi riunisce in un'unica formula gli attivi che lavorano sulle discromie da più direzioni:
- esilresorcinolo (Hexylresorcinol), l'attivo caratterizzante, che contribuisce a migliorare visibilmente l'aspetto delle zone iperpigmentate;
- estratto di liquirizia, dall'azione illuminante e uniformante;
- acido lattico, che favorisce il rinnovamento superficiale e rende la grana più levigata;
- vitamina C e vitamina E, con un'azione antiossidante che aiuta a valorizzare la luminosità dell'incarnato.
Si applica mattina e sera, in piccola quantità, sulle zone interessate, dopo la detersione e lontano dal contorno occhi. La regolarità conta più della dose.
4. La protezione solare, anche in autunno
È il gesto che rende efficaci tutti gli altri, ed è il primo che si abbandona a settembre. I raggi UVB, responsabili della scottatura, si riducono con l'autunno. I raggi UVA invece restano presenti per tutto l'anno, attraversano nuvole e vetri e raggiungono gli strati profondi della pelle, dove stimolano i melanociti. Trattare una macchia senza proteggerla significa chiedere alla pelle di eliminare pigmento mentre continua a produrne.
Durante un trattamento uniformante, e in particolare quando si usano acidi esfolianti, una protezione ad ampio spettro va applicata ogni mattina sulle zone trattate. Per le giornate all'aperto o per le pelli più predisposte, Solaris 50 offre una protezione elevata; per l'uso quotidiano in città è sufficiente Solaris 30.
Il ruolo dell'acqua di Nitrodi
Nelle comuni formule cosmetiche la parte acquosa arriva fino all'80% del prodotto, ed è quasi sempre acqua distillata: un veicolo inerte, privo di funzione biologica. Nelle formule Ischia Spaeh quella quota è sostituita integralmente dall'acqua termale della Fonte delle Ninfe Nitrodi, sull'isola d'Ischia, nota fin dall'antichità per la sua azione lenitiva sulla pelle.
È una differenza che va spiegata con precisione. Non è l'acqua a schiarire una macchia: quel compito spetta agli attivi uniformanti. L'acqua di Nitrodi, con il suo contenuto di silice, calcio, sodio e potassio, costituisce la base su cui quegli attivi lavorano, e contribuisce al comfort di una pelle che, durante un trattamento esfoliante, è più sensibile del solito. Per approfondire la sua composizione, abbiamo dedicato un articolo a cosa contiene l'acqua termale di Nitrodi.
Tre errori da evitare dopo l'estate
Sospendere la protezione solare a fine agosto. È il motivo più frequente per cui le macchie non si attenuano, o si riformano, nonostante il trattamento.
Esfoliare troppo e troppo spesso. Un esfoliante granulare aggressivo, ripetuto più volte a settimana, irrita la pelle e può scurire proprio le zone che si vorrebbero schiarire. Il rinnovamento deve essere graduale.
Giudicare il risultato dopo pochi giorni. La pelle segue il suo ciclo. Un trattamento uniformante va valutato dopo almeno due o tre mesi di uso costante, non dopo una settimana.
Settembre è il momento giusto per iniziare: l'esposizione intensa è alle spalle, la luce si riduce e la pelle ha davanti a sé i mesi in cui può rinnovarsi con più tranquillità. Tutti i trattamenti dedicati alle discromie sono raccolti nella collezione Macchie e discromie.
