Beruhigende Gesichts- und Körpercreme für trockene Haut auf heller Steinplatte, sandgrauer Hintergrund mit Olivenzweigen und Borretschblüten

Riscaldamenti accesi: perché la pelle si secca in autunno e come proteggerla

Basta una settimana di termosifoni accesi perché molte persone notino lo stesso cambiamento. La sera, togliendo i pantaloni, sugli stinchi compare una polvere chiara. Le mani diventano ruvide sul dorso, le guance tirano appena usciti dalla doccia, e verso sera arriva un prurito leggero che prima non c'era. Non è cambiata la crema, e spesso non è cambiato nulla nella routine: è cambiata l'aria di casa.

Capire che cosa succede alla pelle quando si accendono i riscaldamenti aiuta a intervenire nel modo giusto, e soprattutto a farlo presto, prima che la secchezza diventi screpolatura.

Che cosa fa il riscaldamento all'aria di casa

L'aria fredda d'autunno contiene poca acqua, anche quando fuori sembra umida. Quando entra in casa e viene scaldata, la quantità di vapore resta la stessa, ma la capacità dell'aria di trattenerlo aumenta molto. Il risultato è un crollo dell'umidità relativa: un'aria esterna a 5 °C con l'80% di umidità, portata a 20 °C dentro casa, scende intorno al 30%. È un valore da deserto, mentre la pelle sta bene tra il 40 e il 60%.

Un'aria così secca richiama acqua da tutto ciò che la contiene, pelle compresa. Lo strato più esterno dell'epidermide cede acqua più in fretta di quanto riesca a recuperarla dagli strati profondi, e in poche settimane perde morbidezza ed elasticità. I dermatologi parlano di xerosi: una secchezza che non dipende da una malattia della pelle, ma dall'ambiente in cui la pelle vive.

A questo si sommano due abitudini tipiche della stagione. Le docce diventano più calde e più lunghe, e l'acqua molto calda scioglie i lipidi che tengono unite le cellule superficiali. E la pelle passa più volte al giorno dal freddo della strada al caldo degli ambienti chiusi, uno sbalzo che la rende più reattiva.

Le zone che si seccano per prime

Gli stinchi. Hanno pochissime ghiandole sebacee, quindi poca protezione lipidica naturale. Sono spesso il primo punto in cui compare la desquamazione, a volte con un disegno a reticolo, come una porcellana crepata. Dopo i sessant'anni questo quadro è frequente e tende a dare prurito.

Le mani. Si lavano molte volte al giorno, con acqua calda e sapone, e d'inverno restano esposte al freddo. Il dorso si fa ruvido, le nocche si arrossano, attorno alle unghie compaiono piccole pellicine.

Gomiti, ginocchia e talloni. Qui la pelle è già più spessa e, quando si secca, si indurisce e può fessurarsi.

Il viso. Le guance e il contorno della bocca tirano dopo la detersione, il trucco si deposita nelle pieghe, la pelle appare opaca anche se è stata idratata al mattino.

Prima della pelle, l'aria

Nessuna crema compensa del tutto un ambiente al 30% di umidità. Qualche accorgimento in casa riduce molto il lavoro che la pelle deve fare.

  • Tenere la temperatura intorno ai 19 o 20 °C: ogni grado in più abbassa ancora l'umidità relativa.
  • Arieggiare spesso e per pochi minuti, aprendo del tutto le finestre, invece di lasciarle socchiuse per ore.
  • Nella camera da letto, dove si passano sette od otto ore, tenere una temperatura più bassa e, se serve, un umidificatore, da pulire con regolarità.
  • Un piccolo igrometro permette di sapere a che punto si è, invece di andare a sensazione. Le vaschette d'acqua appese ai termosifoni, da sole, cambiano poco.

La cura della pelle quando i riscaldamenti sono accesi

1. Una doccia più breve e più tiepida

Cinque o dieci minuti, con acqua tiepida, sono sufficienti. Sul corpo, nelle settimane in cui la pelle è più secca, conviene un detergente a base oleosa come il Bagno Doccia Apsor Oil, con olio di argan, moringa e borragine: pulisce senza lasciare quella sensazione di pelle che tira appena ci si asciuga. Il sapone va concentrato dove serve, ascelle, piedi, zone intime, e non passato più volte sulle gambe.

2. La crema entro pochi minuti

È il gesto che fa la differenza in questa stagione. Dopo la doccia la pelle va tamponata con l'asciugamano, non strofinata, e la crema si applica subito, quando è ancora leggermente umida. In un'aria secca, la pelle lasciata nuda per un quarto d'ora perde anche l'acqua che ha appena ricevuto.

Per l'uso quotidiano su tutto il corpo, la Crema Corpo Idratante unisce urea e glicerina, che trattengono acqua negli strati superficiali, a olio di mandorle dolci, macadamia e oliva, che ammorbidiscono e rallentano l'evaporazione. Ha una texture fluida, si stende in fretta e non lascia la pelle unta sotto i vestiti.

3. Un trattamento più ricco sulle zone difficili

Stinchi, gomiti, ginocchia, talloni e dorso delle mani chiedono di più. La Crema Lenitiva Viso e Corpo è formulata per le pelli molto secche e ispessite: l'urea e l'acido lattico aiutano ad ammorbidire la pelle indurita e a ridurre la desquamazione, l'olio di borragine e l'olio di oliva nutrono, l'aloe e il bisabololo calmano la sensazione di prurito. Si massaggia la sera sulle zone ruvide, insistendo dove la pelle si sfalda.

Sulle mani molto screpolate funziona un vecchio rimedio delle dermatologie: uno strato generoso di crema prima di dormire e un paio di guanti di cotone sopra. Al mattino la differenza si sente al tatto.

4. Il viso: nutrire, non solo idratare

Con i riscaldamenti accesi, una crema viso leggera e acquosa smette di bastare a metà giornata. Per le pelli che tendono al secco, la Crema Viso Nutriente, con burro di karité, olio di macadamia e acido ialuronico, offre un comfort più duraturo. Prima della crema, qualche nebulizzazione di Acqua Termale di Nitrodi Spray sul viso deterso dà subito sollievo e aiuta la crema a distribuirsi. In un ambiente secco, però, lo spray va sempre seguito dalla crema: da solo evapora e lascia la pelle più asciutta di prima.

Gli errori più comuni

Grattarsi. Il prurito da pelle secca è reale, ma il grattamento lede ancora la superficie e alimenta il circolo. Meglio una nebulizzazione fresca e un velo di crema.

Lana ruvida a contatto diretto. Su gambe e braccia secche aumenta prurito e arrossamento. Un sottile strato di cotone sotto il maglione risolve.

Aspettare che la pelle si screpoli. Una pelle che ha già delle fessure richiede settimane per tornare integra. Iniziare quando compare la prima sensazione di tensione è molto più semplice.

Se la secchezza si accompagna a prurito intenso che disturba il sonno, a chiazze arrossate ben delimitate o a fessure che sanguinano, è opportuno sentire un dermatologo: potrebbe trattarsi di una dermatite che va valutata.

Perché l'acqua della formula conta

In molte creme la parte acquosa arriva a costituire anche l'80% della formula, ed è acqua distillata: serve a sciogliere e a stendere gli altri ingredienti, ma di per sé non dà nulla alla pelle. Nelle formule Ischia Spaeh quella parte è interamente acqua termale della Fonte delle Ninfe Nitrodi, sull'isola d'Ischia, con il suo contenuto di silice, calcio, sodio e potassio. Su una pelle che in autunno perde acqua ogni ora, è una differenza che riguarda proprio la quota più abbondante di ciò che si applica.

Per approfondire come funziona la barriera cutanea e perché il cambio di stagione la indebolisce, c'è l'articolo dedicato a cambio di stagione e barriera cutanea. I trattamenti per le pelli che d'inverno si fanno ruvide sono raccolti nelle collezioni Pelle secca e ruvida e Idratazione corpo.